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Partita IVA o società: quando conviene cambiare?

I segnali che è il momento di creare una società, e cosa cambia nelle tasse.

Aggiornato a ottobre 2026

Quasi tutti iniziano con la partita IVA: è semplice ed economico. Quando il fatturato cresce, arriva la domanda: conviene creare una società? Non esiste una cifra magica, ma ci sono segnali chiari e conti che vale la pena fare.

Come è tassato ciascuno

Con la partita IVA, il reddito paga l’IRS, con aliquote che crescono con il reddito, e i contributi sul 70% del fatturato. In una società, l’utile paga l’IRC: nel 2026 il 19%, o il 15% sui primi 50.000 € di utile per le PMI, a cui può aggiungersi la sovrimposta comunale. Quanto poi preleva dalla società, come stipendio o dividendi, è tassato a parte.

Segnali che può convenire

Fatturato in crescita costante, spese reali elevate che il regime semplificato non riconosce, voglia di reinvestire gli utili, ingresso di soci o la prima assunzione. Una società separa anche il patrimonio personale dall’attività.

L’altro piatto della bilancia

Una società comporta più obblighi: contabilità ordinaria con un contabile certificato, più dichiarazioni e regole per prelevare denaro. Per questo la decisione va presa con i suoi numeri reali, non con una regola generale.

Questo articolo è informativo e non sostituisce una consulenza sul vostro caso specifico.